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PARENTAL CONTROL: OBBLIGATORIO SULLE SIM DEI MINORENNI

Il Web è una straordinaria opportunità ma è anche fonte di pericoli, specialmente per chi è più vulnerabile e ingenuo. Negli ultimi anni, infatti, è cresciuta sempre più la preoccupazione per il rapporto tra il digitale e i giovani.
Per questo motivo l’AGCOM è intervenuta, approvando a gennaio le linee guida* per proteggere i minorenni sul web e che sono entrate in vigore il 21 Novembre.

Da adesso i gestori di telefonia e internet sono obbligati a mettere gratuitamente a disposizione dei clienti dei sistemi di controllo per filtrare i contenuti non adatti ai minori.

Sono 8 le categorie di contenuti che i genitori devono poter bloccare attraverso filtri gratuiti che gli operatori telefonici devono predisporre.

1) Contenuti per adulti
2) Gioco d’azzardo o scommesse
3) Armi (siti che divulgano informazioni o ne promuovono la vendita)
4) ​Violenza
5) Odio, intolleranza, discriminazioni
6) Pratiche dannose per la salute (es: uso di stupefacenti, alcol, tabacco etc)
7) Anonimato (siti che forniscono strumenti per rendere l’attività online non rintracciabile)
8) Sette

L’elenco ufficiale dei siti bloccati non è però ancora stato pubblicato.



COSA CAMBIA

Da adesso i sistemi di controllo parentale saranno attivati di default (e gratis) al momento dell’acquisto di SIM intestate a minorenni, e verrà attivata automaticamente sulle SIM già in uso.
Se invece la SIM è intestata a un genitore ma viene usata da un minorenne, si potrà attivare la limitazione di accesso a siti ritenuti inappropriati tramite l’area riservata del cliente sull’app/sito del gestore.

Ad ogni modo il sistema è flessibile: l’internet provider (ISP) deve obbligatoriamente bloccare a monte i contenuti che un utente minorenne non può visualizzare, ma è sempre fatta salva la possibilità per l’adulto di scegliere se disattivare il blocco, del tutto o in parte (es: solo per alcune categorie o impostare limiti di tempo di utilizzo di app), modificandone la configurazione, come dicevamo, tramite app o sito.

Ma l’accesso al web non avviene solo tramite smartphone: il blocco sulle connessioni di cui usufruiscono i minorenni riguarda anche tablet e computer. Il blocco è disponibile anche per le utenze internet domestiche tramite rete fissa, ma va attivato manualmente.

Gli ISP devono pubblicare guide chiare e offrire assistenza gratuita per l’attivazione, disattivazione e configurazione del parental control, attraverso call center.


I LIMITI

I Social Network, su cui possono girare contenuti come odio e discriminazione, non sono inclusi tra le categorie vietate dalla delibera AGCOM, perché gli obblighi che hanno i gestori di queste piattaforme derivano da altre normative, così come non lo sono i siti di News che possono certamente riportare notizie con informazioni su guerre e violenze. Al momento non è chiaro se siano previste sanzioni per gli operatori ISP che non ottemperano all’attivazione del blocco, ma dovranno in ogni caso versare un risarcimento in caso in cui un minore subisse un danno.






*La delibera AGCOM 9/23/CONS del 25 gennaio è denominata “Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio”, finalizzata ad aiutare le famiglie, come soluzione gratuita e accessibile.




DAL 2027 OBBLIGO DI BATTERIE RIMOVIBILI ANCHE PER GLI SMARTPHONE

Il Parlamento e il Consiglio dell’Unione Europea hanno approvato il regolamento che dal 2027 obbligherà le aziende produttrici di dispositivi con batterie a far sì che queste siano facilmente rimovibili e sostituibili dall’utente finale.
Oggi in moltissimi casi le batterie sono inaccessibili possono essere rimosse solo con interventi meccanici complessi e non alla portata dell’utente finale (pensiamo ai cellulari, sempre più ricchi di componenti interne).

Le nuove norme si applicheranno a tutte le batterie: quelle dei veicoli elettrici come e-bike, monopattini e scooter, quelle di impianti di illuminazione o allarme e, non ultime, quelle di tablet, laptop e smartphone.
La normativa regolerà l’intero ciclo di vita delle batterie (produzione, riutilizzo e riciclo) e garantirà che siano sicure, sostenibili e competitive.

L’UE punta a dar vita a un’economia circolare per le batterie, sostenendo il recupero delle materie prime e minimizzare l’impatto ambientale: “Le batterie sono fondamentali per il processo di decarbonizzazione e ottenere trasporti a emissioni zero. Quelle fuori uso contengono risorse preziose che dobbiamo poter riutilizzare invece di affidarci a Paesi terzi per le forniture. Le nuove norme promuoveranno la competitività dell’industria europea e garantiranno che le nuove batterie siano sostenibili e contribuiscano alla transizione verde“, dice il ministro spagnolo per la Transizione ecologica.

I produttori di batterie parteciperanno direttamente alla raccolta di quelle non più utilizzabili: il 63% delle batterie che normalmente andrebbero in discarica dovrà essere raccolto entro la fine del 2023, fino arrivare al 73% entro il 2027, per recuperare quanto più litio possibile, essendo molto inquinante.

E’ previsto anche un obbligo di etichettatura: dovranno essere esplicitate le informazioni sull’impronta di carbonio e sul contenuto di componenti riciclati.



GLI SMARTPHONE

Nel settore degli smartphone sembra ci sarà un ritorno alle origini, quando il retro dei telefonini era rimovibile per poter togliere, mettere in carica e sostituire la batteria.
Questa normativa porterà a una svolta nel settore: sebbene il Regolamento riguardi solo gli apparecchi commercializzati in Europa, sicuramente i grandi produttori di cellulari saranno portati a riprogettare tutti i propri dispositivi in modo che integrino batterie rimovibili, proponendoli anche al resto del mondo. Difficilmente faranno convivere due linee produttive distinte, una per il mercato europeo e una per quello extra UE: sarà molto più conveniente uniformare la produzione.

E’ l’ennesima vittoria per le associazioni dei consumatori, che già hanno ottenuto che dal 2024 tutti gli Smartphone debbano essere compatibili con un caricatore unico.
Ora gli utenti potranno prolungare l’autonomia dei propri apparecchi (portando con sè batterie di riserva, sostituibili senza bisogno di particolari strumenti e in maniera semplice) sia la loro vita stessa, in quanto il componente più critico è proprio la batteria.

E’ ancora presto per ipotizzare come cambieranno i design degli smartphone: i produttori inizieranno a ragionare su come adattare i prodotti alle nuove linee guida tra qualche anno.



IL FUTURO

Le nuove norme porteranno a diversi cambiamenti.
Forse nel settore delle auto elettriche si introdurrà la modalità “swap” per le batterie, ovvero la sostituzione “al volo” e la rotazione delle stesse tra diversi mezzi, in alternativa all’uso delle colonnine di ricarica che comportano attese molto lunghe.

Si stima poi che entro il 2023 la domanda mondiale di batterie aumenterà moltissimo, mentre il prezzo si ridurrà.
Inoltre, incentivando il riciclo, la quasi totalità delle risorse usate per creare uno smartphone potrà essere riutilizzata, evitando gli sprechi delle preziose risorse contenute nelle batterie, dal momento che c’è un concreto rischio di esaurimento delle riserve.



IN USCITA I NUOVI iPHONE 15

Il 12 settembre a Cupertino Tim Cook, CEO di Apple, ha presentato la nuova gamma di prodotti dell’azienda.
Debuttano così i nuovi iPhone 15 ed i nuovi Apple Watch, che saranno disponibili dal 22 settembre.
4 sono i modelli della nuova linea di smartphone: base, Plus, Pro e Pro Max, dotati del nuovo sistema operativo iOs 17* e con processore A16 (e A17 per i due modelli di fascia alta, il più potente mai realizzato da Apple).



IL DESIGN

Il design rimane quello tipico, molto simile all’iPhone 14, ma la cornice intorno allo schermo sarà la più sottile di sempre: in alluminio per il 15 e 15 Plus e in titanio per il Pro e Pro max, che li rende i modelli più leggeri mai costruiti.
I colori: per iPhone 15 Pro e Pro max sono titanio bianco/nero/blu/naturale, mentre quelli per iPhone 15 e 15 Plus sono nero, blu, verde, giallo e rosa.
Il display OLED Super Retina da 6.1 pollici o 6.7 potrà dare il doppio di luminosità del precedente modello.

Le 3 fotocamere sono state potenziate: la terza arriva a 48 megapixel.
L’iPhone 15 Pro Max avrà zoom ottico fino a 5X e fotocamera spaziale (usando due telecamere contemporaneamente si possono registrare video in 3D, pensati per il visore che arriverà nei prossimi mesi e di cui abbiamo parlato qui: https://www.crpsoftware.it/visore-apple-vision-pro/).
Tra le novità c’è il “Tasto Azione” che soppianta il tasto in alto a sinistra, usato per mettere muto il telefono. Ora l’Action Button avrà più funzioni: silenziare, aprire la fotocamera, accendere la torcia, registrare vocali, collegarsi a Siri e altro.



L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

I nuovi iPhone integrano funzioni di IA utili ma discrete.
Tra le cose che potrà fare l’algoritmo c’è la nuova funzione di isolamento vocale: il telefono imparerà a riconoscere la voce umana per attenuare il rumore di fondo durante le telefonate.
Il software di miglioramento delle immagini potrà cancellare dalle foto le persone o rilevare in automatico volti umani e di animali per creare scatti migliori.
Ci sarà poi la trascrizione automatica dei messaggi della segreteria, suggerimenti testuali perfezionati nella tastiera, e tanto altro. Tools poco spettacolari, sì, ma che semplificheranno le attività quotidiane.



IL CAVO UNIVERSALE USB-C

Una grandissima novità è l’addio, dopo 11 anni, al cavo Lightening per il caricamento della batteria.
Si tratta di una scelta obbligata in verità: anche Apple deve adeguarsi alla normativa europea per il caricabatterie unico che impone una porta universale Usb-C nei devices antro la fine del 2024.
La logica è quella di evitare sprechi ed evitare che i consumatori debbano dotarsi di cavi appositi per ogni dispositivo.



IL PREZZO

E’ una sorpresa! Mentre in tutto il mondo i prezzi aumentano a causa dell’inflazione, Apple ha deciso stavolta di non applicare rincari, anzi, su certi modelli troviamo addirittura dei ribassi.
Ad ogni modo gli importi di questi prodotti rimangono alti** e variano in base alla capacità di memoria.
Questa scelta è dovuta al fatto che il mercato degli smartphone nel 2023 è crollato, registrando il maggiore calo degli ultimi anni. La Cina poi ha proibito gli iPhone ai dipendenti pubblici per questioni di sicurezza nazionale, cosa che ha fatto perdere ad Apple 200 miliardi di dollari. Contenendo i prezzi Apple spera di fare maggiori vendite per compensare le perdite.



Gli iPhone rimangono il prodotto più importante di casa Apple (il 50% del fatturato), ma sembra che il lancio degli iPhone 15 sia stato un po’ deludente: ormai presentare novità significative è molto difficile perché sembra non ci siano più funzioni rivoluzionarie da proporre.


*Consigliamo di scaricare iOs 17 a chi ha iPhone SE, XR, XS, 11, 12, 13 e 14 facendo prima un backup del proprio telefono.
**Questi i prezzi ufficiali ricavati dal sito Apple https://www.apple.com/it/ (e che possono subire variazioni): iPhone 15 – da 979 a 1.359 euro
iPhone 15 Plus: da 1.129 a 1.509 €
iPhone 15 Pro: da 1.239 a 1.869 €
iPhone 15 Pro Max: da 1.489 a 1.989 €



DIGITAL SERVICE ACT: OGGI LA SCADENZA PER 19 BIG TECH


LE 19 BIG TECH DESIGNATE

Con il Digital Service Act (DSA), Regolamento Europeo in vigore da Novembre ‘22, l’UE mira a creare un ambiente digitale sicuro e affidabile per salvaguardare i diritti dei consumatori, contrastando la disinformazione (es: fake news), i contenuti illegali e la violenza online (es: incitamento all’odio, violenza di genere) ed incentivando la protezione dei minori e la trasparenza su profilazione, pubblicità e modalità di moderazione.

Il 25 Aprile la Commissione Europea ha designato 19 giganti del Web che saranno i primi a doversi adeguare. Sono stati scelti in base al loro bacino d’utenza: ogni mese offrono servizi ad almeno il 10% della popolazione dell’UE, cioè 45 milioni* di persone). Proprio oggi, 25 agosto, scadono i termini per queste 19 piattaforme per adeguarsi, c che rischiano multe fino al 6% del fatturato o il blocco temporaneo dell’attività.

Questi colossi, insigniti ora di responsabilità, sono:
Motori di ricerca: Bing e Google Search
E-Commerce: Alibaba AliExpress, Amazon Store, Apple AppStore, Zalando (unica europea)
Social Media: Facebook, Instagram, Twitter (X), TikTok, Snapchat, LinkedIn, Pinterest
Servizi Google: Google Play, Google Maps e Google Shopping
Altro: Booking.com, Wikipedia e YouTube

Queste big tech hanno avuto 4 mesi di tempo per consegnare all’UE i rapporti di valutazione dei rischi sistemici delle proprie piattaforme e stabilire come intervenire in proposito.

GLI OBBLIGHI IMPOSTI DAL DSA

– TRASPARENZA: I social dovranno rivelare il funzionamento dei propri algoritmi, ovvero i meccanismi che regolano l’organizzazione e la visualizzazione dei contenuti. Da adesso gli utenti europei di FB, Instagram, Tiktok etc avranno l’occasione di stabilire autonomamente l’importanza di ogni contenuto: potranno scegliere di visualizzare post, stories e reels ordinati in modo alternativo a quello stabilito dagli algoritmi, per es. scegliendo l’ordine cronologico o mostrando i più popolari nel Paese o nel mondo, anziché per “rilevanza personalizzata”.
Questa, per TikTok, è una novità di grande importanza visto che il suo successo deriva proprio da un algoritmo che fin’ora, per tenere gli utenti incollati allo schermo, ha proposto contenuti sempre in linea con i loro interessi.

Le piattaforme dovranno anche rendere pubblici i repertori di tutti gli annunci pubblicitari apparsi sulle interfacce.

– NOTIFICA DI CONTENUTI ILLECITI: permettere agli utenti di segnalare contenuti illeciti, valutarli ed eventualmente rimuoverli (notificando i sospetti reati alle autorità).

– MODERAZIONE: I social network dovranno fare guerra alle fake news, ai contenuti violenti o illegali, ai discorsi d’odio e alle molestie, gli e-commerce dovranno dare la caccia alle recensioni false o a prodotti vietati o contraffatti, rimuovendo contenuti.
Le piattaforme dovranno informare gli utenti della decisione di moderare o rimuovere un loro contenuto, motivandola e permettendo la contestazione.

– PROFILAZIONE:
nasce l’obbligo di fornire all’utente l’opzione di non ricevere suggerimenti basati sulla profilazione.
Il DSA impone di non mostrare annunci basati su orientamento sessuale, religione, idee politiche o dati sensibili e vieta quelli personalizzati verso i minori. Impone anche di rendere noto agli utenti il perché vedono una pubblicità o sapere chi la finanzia e dare la possibilità di nasconderla e disattivare gli annunci personalizzati.

– CHIAREZZA nei termini di servizio, che devono essere facilmente comprensibili per chiunque.

I PRIMI RICORSI

Amazon si è appellata alla Corte di Giustizia per essere esclusa dall’elenco delle 19 very large company, in quanto il DSA deve colpire solo le compagnie che hanno la pubblicità come prima fonte di reddito e che distribuiscono informazioni, ma Amazon non corrisponde a questa descrizione: i suoi ricavi provengono per la maggior parte dalla vendita al dettaglio. Anzi, se la compagnia di Seattle dovesse conformarsi al DSA, avrebbe onerosi obblighi amministrativi che alla fine danneggerebbero i consumatori europei.

Anche Zalando (unica azienda europea delle 19) ha lamentato l’inclusione nella lista ed ha fatto ricorso, spiegando che il proprio business si basa sul retail e che il numero di visitatori europei è molto inferiore alla soglia fissata dal DSA.

Wikipedia, dal canto suo, ritiene di funzionare in modo diverso dalle altre 18 piattaforme: è l’unica realtà no-profit, dove la lotta alle false informazioni viene già intrapresa grazie alle comunità di redattori volontari che decidono in collaborazione contenuti e regole. Sono loro a comporre in modo neutrale le voci dell’enciclopedia, riportando le fonti. Il sito è già trasparente e il pubblico può vedere ogni modifica su una voce nello storico della pagina.

I PROSSIMI PASSI

La Commissione europea valuterà ora le risposte delle 19 piattaforme e gli interventi da loro attuati.
Queste saranno poi soggette annualmente e a loro spese a un controllo indipendente che valuti la compliance delle misure.

E’ previsto inoltre che queste piattaforme versino una fee annuale calcolata sul loro numero di utenti europei (per un massimo dello 0,05% del fatturato annuo globale), per far funzionare la macchina dei controlli.
L’UE conta di incassare circa 45 milioni l’anno prossimo.

E poi… da febbraio 2024 il regolamento si applicherà anche a piattaforme più piccole: 10mila in totale.
Siamo molto curiosi di scoprire quali saranno!

*Google Search: 332 milioni – Wikipedia: 151 milioni – Facebook: 255 milioni – TikTok: 125 milioni – Snapchat: 96,8 milioni




TWITTER DIVENTA X, l’app UNIVERSALE


STUPORE NEL WEEKEND

Con gran stupore, domenica 23 luglio il mondo intero ha appreso da Elon Musk, che la piattaforma Twitter sarebbe stata stravolta.
Presto diremo addio al marchio Twitter e, gradualmente, a tutti gli uccelli” queste le sue parole.
In 24 ore, da lunedì 24 luglio, il famosissimo social ha cambiato nome, diventando “X”, ed il nuovo logo ha sostituito il celebre uccellino blu.
Musk non ha perso tempo: il giorno successivo è stata rimossa anche l’insegna dalla facciata della sede centrale a San Francisco, su cui in serata è stato proiettato il logo inedito.
Anche le immagini dei profili ufficiali dell’azienda californiana sono cambiate, così come il logo nella versione web (a breve cambierà anche il logo dell’app su smartphone).
Per ora il dominio web è ancora twitter.com, ma è già attivo l’indirizzo x.com che rimanda alla stessa pagina e che nelle prossime ore lo sostituirà del tutto.
(Una curiosità: il dominio x.com venne registrato da Musk nel 1999 ed ospitava il sito di una banca online, che nel 2000 diventò PayPal).

I MOTIVI DEL REBRANDING

Patron Tesla ha acquistato Twitter lo scorso ottobre per 44 miliardi di dollari (più del suo effettivo valore, essendo Twitter in difficoltà da anni) decidendo nel giro di pochi mesi e con una mossa a sorpresa di cambiarlo radicalmente, non solo dal punto di vista estetico.
Dietro questa scelta c’è l’ambizione di Musk di trasformare la piattaforma in una “app per tutto”, dunque il nome Twitter aveva senso finché si trattava di un social di microblogging, con messaggi brevi, fino a 140 caratteri – come appunto dei cinguettii – ma non più ora che si vuol renderla qualcosa di molto più ampio.

L’APP PER… TUTTO

Il miliardario sudafricano immagina X come un’applicazione polivalente (una “everything app”) che includerà una vasta gamma di contenuti, le classiche funzionalità da social (messaggistica, multimedia, lunghi video, etc) ma anche servizi differenti: comunicazioni e fintech, con la capacità di gestire l’intero mondo finanziario degli utenti, tra pagamenti digitali e operazioni bancarie*.
La piattaforma supererà quindi le sue origini social, ambendo ad evolversi in una super app.

La CEO Linda Yaccarino ha affermato: “X è la versione futura dell’interattività illimitata – incentrata su audio, video, messaggistica, pagamenti bancari – che crea un mercato globale per idee, beni, servizi e opportunità. Alimentato dall’intelligenza artificiale, X ci connetterà tutti in modi che stiamo appena iniziando a immaginare. Non c’è alcun limite a questa trasformazione. X sarà la piattaforma in grado di offrire, beh….tutto”.

NOME E LOGO: PROBABILI CAUSE LEGALI

Perché una X come nuovo nome? Questa lettera è un chiodo fisso per Elon Musk: ha spiegato che semplicemente gli è sempre piaciuta. In effetti è già a capo dell’azienda aerospaziale SapceX e di X.AI..

E’ molto alto, però, il rischio di veder sorgere controversie legali: sulle lettere dell’alfabeto esistono diritti di proprietà intellettuale e marchi registrati (solo negli USA sono circa 900 le registrazioni in vari settori) e, per ironia della sorte, proprio le due rivali – Meta e Microsoft – hanno diritti sul marchio. Microsoft lo registrò nel 2003 per la consolle Xbox; Zuckerberg invece nel 2019 per Meta Platforms.
Quindi per Musk c’è il pericolo che gli venga bloccato l’uso del marchio X o che debba pagare milioni di dollari per cercare di raggiungere accordi e ottenerne lui stesso la registrazione.
Riguardo al Logo, sembra molto generico e poco caratterizzante, anche se sembra non sia ancora definitivo.
Molti lo trovano troppo simile alla lettera X del font Special Alphabets 4 di Monotype (rispetto al quale si differenzia solo lo per lo spessore di una delle linee) e al carattere (U+1D54F) del sistema di codifica Unicode.

LE CONSEGUENZE DELLA NUOVA IDENTITA’

La completa trasformazione di Twitter è sembrata un’operazione frettolosa e si teme che il marchio risulti poco riconoscibile.
In effetti gli inserzionisti si sono dimezzati nell’ultimo periodo, preoccupati che questo cambiamento possa allontanare gli utenti dalla piattaforma.
Alcuni analisti ritengono che Twitter (X) abbia perso più del 90% del suo valore da ottobre ‘22 a oggi e che la perdita si aggiri tra i 4 e 20 miliardi di dollari. Musk stesso ha ammesso che i guadagni provenienti dalle pubblicità sono calati del 50%.


Il tempo ci dirà se Musk riuscirà a recuperare la fiducia di utenti e sponsor dopo questo rinnovamento rivoluzionario, anche considerando che Zuckerberg ha lanciato proprio questo mese l’app Threads, diretta concorrente di Twitter (ora X).
Vedremo quanta gente rimarrà a pubblicare tweet… o forse dovremmo chiamarli Xeet?


* Il modello proposto sembra simile a quello di WeChat, app cinese di Tencent, nata inizialmente come semplice app di chat nel 2007, trasformatasi poi in social network e diventata infine, in vera e propria identità digitale, con cui gli utenti cinesi possono per esempio anche pagare i biglietti della metropolitana




SOS EMERGENZE: le funzioni Apple utili se siamo in pericolo


Prima di partire le vacanze, magari per visitare luoghi in cui non siamo mai stati e che non conosciamo bene, può essere utile ricordarsi dell’esistenza di alcune funzioni iPhone che possono esserci d’aiuto in caso di pericolo.



SOS EMERGENZE

Chi possiede un iPhone 14* può contare sulla funzione di connettività satellitare (disponibile in Italia da fine Marzo 2023) che ha già salvato molte vite nel mondo.

Chi si trovasse in una situazione di criticità in un’area non coperta da internet/Wi-Fi e rete telefonica, potrà comunque contattare i soccorsi tramite satellite.
La procedura è molto semplice e dura pochi minuti, quindi fattibile anche se la batteria ha poca carica.

Come funziona? Se si cercasse di chiamare un numero di emergenza in assenza di copertura di rete, l’iPhone rileverebbe l’impossibilità di contatto, cercando allora di contattare il servizio di cui si ha bisogno tramite satellite.

Basterà cliccare su “Messaggio di emergenza tramite satellite”.
Posizionandosi all’aperto e tenendo semplicemente in mano il telefono come d’abitudine (senza alzare il braccio o tenere il dispositivo in alto) si attiverà la ricerca del segnale ed il dispositivo suggerirà in che direzione girarsi per intercettarlo al meglio.
Occorrerà poi rispondere con semplici tap alle domande che l’app pone per chiarire la situazione: si può scegliere tra Problema con l’auto – Malore o Lesione – Reato – Persone smarrite o intrappolate – Incendio e specificare chi ha bisogno: Io – Qualcun altro – Più persone.
Una volta stabilita la connessione, l’iPhone avvia una conversazione di testo con i servizi di soccorso e potrà condividere con loro la posizione (anche altitudine), durata della batteria, le risposte alle domande date in precedenza e la propria cartella clinica (che è consigliabile compilare al momento dell’acquisto dell’iPhone: torna utile in caso di ferimento).

Va tenuto presente però che tramite connessione satellitare occorre più tempo per inviare un messaggio: da 15 secondi in condizioni ideali (cielo terso e orizzonte visibile), a più di 1 minuto in presenza di alberi, specie se con fogliame denso. Anche l’ambiente circostante può influenzare o bloccare la connessione (presenza di monti, colline, canyon).

Si potrà anche scegliere di avvisare i propri contatti di emergenza (che andrebbero inseriti al momento dell’acquisto). Questa funzione è gratuita per 2 anni dall’attivazione del telefono, dopo di che diventerà a pagamento, ma non sono ancora noti i costi.
E’ importante sapere che si può anche provare la DEMO di questa nuova funzionalità, per essere preparati in caso di necessità.

Similmente, con l’app Dov’è si può condividere la propria posizione** con i propri contatti, sempre tramite satellite, quando non c’è campo.


Testimonianze

Come dicevamo, la funzione SOS Emergenze ha già salvato molte persone, come un gruppo di giovani californiani che stava facendo un’escursione in un canyon della propria zona. Dopo 3 ore, resisi conto di essersi persi e bloccati di fronte a una scalata per la quale non erano attrezzati, hanno potuto contattare i soccorsi solo grazie a questa funzione. Se fossero rimasti in quelle condizioni per altro tempo, vestiti solo con t-shirts e pantaloncini, avrebbero potuto soccombere alle basse temperature notturne.

In Italia invece il servizio SOS Emergenze ha salvato due turisti che si erano persi nei boschi del Mugello, in una zona senza copertura di rete: così il 112 e i Vigili del fuoco sono potuti intervenire, recuperandoli.



FUNZIONE CRASH DETECTION

Quest’ulteriore innovativa funzione presente sugli iPhone è in grado di rilevare un incidente stradale (o una brutta caduta) e chiamare automaticamente i soccorsi, cosa fondamentale se l’utente perde i sensi o sia impossibilitato a telefonare per altri motivi.
Tutto questo è possibile grazie a vari sensori incorporati nell’hardware dello smartphone: un accelerometro (che rileva l’accelerazione), un giroscopio (che rileva i movimenti del device nello spazio), il microfono (che riconosce i rumori forti) e il GPS (che rileva improvvisi cambi di velocità).


Ogni novità tecnologica che aumenta la sicurezza delle persone è sempre ben accolta.
Sicuramente i possessori di iPhone possono sentirsi più sicuri e protetti, ma confidiamo che servizi di questo tipo verranno resi disponibili su sempre più larga scala, viste la loro indiscutibile utilità.




* o anche iPhone 14 pro con iOS 16.4 o versioni successive
** Tali posizioni condivise sono protette con crittografia end‑to‑end e non possono essere lette da Apple