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X (ex Twitter) nasconde tutti i Like

I LIKE DIVENTANO PRIVATI

X, la piattaforma che una volta si chiamava Twitter, continua a trasformarsi.
Dopo il cambio di nome voluto da Elon Musk, arriva una ulteriore novità: i “Mi piacedi tutti gli utenti saranno nascosti, diventando privati per impostazione predefinita. Il social TikTok rischia di essere bannato anche in Europa.
La novità sarà disponibile a breve sul social.
Questa nuova funzionalità permetterà comunque al proprietario dell’account di vedere la scheda dei Mi piace ricevuti sui propri post contenuti (“I tuoi Mi piace sono privati. Solo tu puoi vederli”). Semplicemente non si potranno più vedere le persone a cui è piaciuto un contenuto postato da qualcun’altro, visto che la scheda dei Likes sarà eliminata di default.



RAFFORZARE LA PRIVACY

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Questo cambiamento così rivoluzionario è stato fortemente voluto da Elon Musk. Per lui è fondamentale non essere attaccati per le proprie scelte, per i propri pareri: “È importante consentire alle persone di mettere ‘Mi piace’ ai post senza essere attaccate per averlo fatto“.
E’ necessario proteggere l’immagine pubblica degli utenti perchè molte persone si sentono scoraggiate ad apprezzare alcuni contenuti.
E’ già successo in passato che personaggi pubblici siano stati attaccati per aver messo il mi piace a post con contenuti controversi o non “politically correct”.
Così Musk vuole dare maggior tutela alla privacy degli utenti, permettendo di metter e Like senza preoccuparsi di chi potrebbe vederlo, senza temere ritorsioni o polemiche.

L’ABBONAMENTO PREMIUM

Questa opzione in verità era già attiva da fine 2023 per chi aveva sottoscritto un abbonamento premium a X. In effetti rendendola disponibile per tutti gli utenti, abbonati e non, si va ad liminare uno dei motivi per cui abbonarsi. E bisogna tenere in conto che già lo scorso anno X aveva registrato un a perdita del 50% delle entrate.

Ad ogni modo Musk ha sempre espresso dubbi sull’utilità del pulsanti ‘like’ e ‘repost’ su X: li considera poco importanti ai fini della “viralità” dei social. Il proprietario sembra voler dare più risalto alle visualizzazioni dei post, (chiamate ‘impressions‘). Ani, sembra che alla fine dello scorso anno, Musk abbia detto ai programmatori della piattaforma di voler eliminare del tutto i pulsanti delle azioni sui tweet.

HUMANE AI PIN: l’IA da taschino poco intelligente

LE INTRIGANTI PREMESSE

Al Mobile World Congress 2024 la start-up Humane ha presentato un nuovo curioso oggetto tech basato su Intelligenza Artificiale che promette di essere rivoluzionario: la Humane AI Pin, che vuole sostituirsi agli smartphone modificando le nostre abitudini d’uso dei device.
Il “Pin” è una piccola spilla senza schermo che si potrà indossare nel quotidiano agganciata magneticamente ai vestiti (o ad altre superfici). E’ dotata di una fotocamera che può scansionare l’ambiente circostante e di un proiettore laser che mostra sul palmo della mano le interfacce con cui interagire. Ha altoparlante e microfono, dunque si governa attraverso comandi vocali e gesti.
Avendo incorporata l’IA GPT-4 di OpenAI, questo assistente personale indossabile offre le funzionalità di riconoscimento vocale, la traduzione, la generazione di immagini, fare telefonate etc.


RECENSIONI DELUDENTI

Sono state inviate diverse unità di prova ad influencer e giornalisti del settore che però hanno dato unanimi pareri estremamente negativi: sembra che il dispositivo sia molto limitato e poco funzionale.
Il suo utilizzo quotidiano risulta frustrante: è troppo ingombrante, si surriscalda (e quindi si disattiva), il proiettore funziona male ed è illeggibile al sole. E’ un incubo interagire con voce e gesti: per attivare il WiFi bisogna navigare in mezzo alle impostazioni con gesti e dettature quasi impossibili. Sembra anche incapace di svolgere anche le funzioni di base e non fornisce risposte accurate (sbaglia anche nella semplice lettura del meteo). Altre sono proprio assenti, come la sveglia, il timer e il calendario.
Il dispositivo è anche troppo lento: ogni comando deve passare per i server di Humane, cosa che richiede anche 10 secondi. Dover attendere per ogni operazione è una grossa pecca in un mondo in cui siamo abituati ad avere risposte immediate. Inoltre metà delle volte non fornisce proprio risposta perché il sistema chiede di attendere all’infinito.
Altri problemi a livello di hardware li ha la batteria che dura solo 60-90 minuti, l’interfaccia è scomoda e la plastica economica… il tutto per la pazzesca cifra di 700$ (a cui aggiungere 24$ di abbonamento mensile)!


RABBIT R1

Humane AI Pin ha un agguerrito concorrente: Rabbit R1, altro curioso gadget basato sull’IA.
E’ un piccolo dispositivo rosso/arancio tascabile (ma non indossabile) quadrato con display touchscreen e sensori che, altrettanto, si propone come assistente personale. Ha una rotella per lo scorrimento analogico, fotocamera da 8 MP, supporta la connessione WiFi, il GPS e la batteria promette di durare tutto il giorno.
Non ha app al suo interno (non permette di vedere film o giocare) ma può svolgere compiti considerati noiosi (chiamare un taxi, prenotare un ristorante, acquistare biglietti aerei o aggiungere brani alle playlist, etc).
Il costo è inferiore: 200 $, senza abbonamenti. Anche per questo ne sono già state vendute in preordine 100.000 unità.
Purtroppo l’Italiano non è tra le lingue impostabili, cosa che rende Rabbit R1 inutilizzabile per chi non conosce l’inglese.
Anche qui fioccano le critiche: sembra essere una normale app che potrebbe funzionare su smartphone, venduta però con un hardware, come fosse un dispositivo a sé stante.


DEVICE ANCORA ACERBI

Sebbene l’idea alla loro base sia originale e interessante, è diffusa la sensazione che entrambi i device non prenderanno piede, rimanendo intriganti oggetti “di passaggio”, peraltro partiti davvero male.
Sono stati lanciati troppo frettolosamente, forse per paura di quel che potrebbero produrre Apple e Google.
L’unica speranza che hanno è di venire migliorati con successivi aggiornamenti, ma difficilmente riusciranno a soppiantare gli smartphone: tutte le loro funzioni, ad oggi, possono essere fatte meglio e più efficacemente tramite cellulare.


TikTok: anche l’Europa potrebbe bannare l’app

Il social TikTok rischia di essere bannato anche in Europa.
Ursula Von Der Leyen, durante un dibattito con i candidati alle prossime elezioni europee, ha affermato che non è escluso il ban in UE della nota piattaforma, rimarcando il fatto che “la Commissione Europea è stata la prima istituzione al mondo a vietarlo sui cellulari dei suoi funzionari” in quanto “conosciamo la sua pericolosità“.
Certo, estendere il divieto all’intera popolazione europea rappresenterebbe una forte presa di posizione anche nei confronti della Cina: sono attualissimi i dubbi sulla sicurezza dell’applicazione, accusata di condividere i dati degli utenti con il governo di Pechino.

L’azienda sviluppatrice di TikTok ha risposto però che «Tali timori sono infondati e basati su convinzioni errate. TikTok è pronta a investire 12 miliardi di euro nel prossimo decennio nel Progetto Clover, un’iniziativa all’avanguardia per rafforzare ulteriormente la sicurezza dei dati. Il nostro primo data center irlandese è attivo, esperti leader nella cybersecurity sono stati nominati provider indipendenti per la sicurezza e hanno iniziato il loro lavoro per fornire controlli e verifiche autonomi rispetto al nostro approccio»>.

Ricordiamo che poche settimane fa Bruxelles ha preteso spiegazioni da TikTokLite circa la funzione delle ricompense per gli utenti in cambio del loro tempo speso a visualizzare video. E’ forte la preoccupazione per la salute mentale degli utenti e per la possibilità che questi sviluppino una dipendenza.
L’ipotesi di un ban, dunque, sempre sia abbastanza concreta: un duro colpo per la nota piattaforma di video.


TIK TOK E GLI USA

TikTok è già vietata in diversi Paesi come India (dal 2020), Iran, Nepal, Senegal, Somalia etc, e gli USA potrebbero essere i prossimi. La Camera deli Stati Uniti ha votato per vietare il social sul territorio degli USA se non verrà venduto a una società americana, sempre per via del timore che le informazioni degli utenti americani (170 milioni di persone) vengano condivise col governo cinese.
ByteDance, l’azienda sviluppatrice dell’app nega fermamente e sostiene che TikTok non sia in vendita: il suo algoritmo è troppo importante per essere venduto.

Ad ogni modo potrebbero passare anche diversi anni prima che il bando entri in vigore: sicuramente ByteDance avvierà una battaglia legale per violazione della libertà di espressione che dovrà molto probabilmente passare tutti i gradi di giudizio.

TikTok-Lite: l’Europa contro l’app che paga gli utenti per vedere video

Sono tantissime le persone che trascorrono ore su TikTok, scrollando sullo schermo per guardare video.
Non tutti sanno però che nel 2023 è stata rilasciata una versione alternativa del famoso social: TikTok-Lite, per il momento disponibile solo in Giappone, Corea del Sud, Francia e Spagna (non si sa se arriverà mai in Italia).
Si differenzia dall’app standard per essere più leggera (occupando solo 30 MB di memoria dello smartphone, contro gli 80 MB della versione tradizionale) e consumando meno dati.
Non solo: Lite PAGA gli utenti per rimanere connessi.

Potrai prendere parte a varie attività entusiasmanti che ti consentiranno di accumulare punti che potranno essere scambiati con premi” è la descrizione che si legge sull’app.

Sostanzialmente gli utenti otterranno punti accedendo quotidianamente, guardando video per 1 ora (cosa che genera un guadagno di 0,36 €), oppure mettendo like, seguendo determinati account o invitando gli amici ad iscriversi.
I punti accumulati sono convertibili in buoni Amazon, carte regalo PayPal o in valuta spendibile durante le live di TikTok.


L’ULTIMATUM DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Come è intuibile, nulla è veramente regalato, specialmente nell’era digitale: questa strategia che dà ricompense per il tempo trascorso davanti allo schermo serve probabilmente per carpire i dati degli utenti.

La Commissione Europea ha avviato un’indagine su questa iniziativa, temendo per la salute mentale dei più giovani: spingere gli utenti a trascorrere sempre più tempo sulla piattaforma sfruttando le loro debolezze (cosa incentivata sia dai premi che dall’algoritmo dell’app) potrebbe creare una dipendenza da questo social.
Questa dinamica appare “tossica” e gli spiccioli elargiti come ricompensa sono paragonabili alle sigarette leggere, che portano comunque a dipendenza e tossicità.

L’Europa ha imposto a ByteDance, la società creatrice dell’app, di fornire maggiori dettagli riguardo a questa iniziativa, chiedendo rassicurazioni sul potenziale impatto sulla sicurezza e sulla salute mentale degli utenti, soprattutto dei minori, come richiesto dal regolamento europeo DSA (Digital Services Act).
TikTok-Lite ha 24 ore di tempo per rispondere alle domande sulla valutazione dei rischi.



LA DIFESA DI TIKTOK-LITE

La versione semplificata di TikTok si è difesa sottolineando che il sistema di premi è riservato agli utenti maggiorenni (la verifica dell’età avviene tramite selfie con documento d’identità o o autorizzazione della carta di credito), e che il premio massimo ottenibile tramite visualizzazione di video è limitato ad 1 ora di tempo. Dopo 1 ora al giorno, cioè, non si possono più guadagnare punti tramite visualizzazioni, ma solo attraverso like, etc.

Le autorità europee però non gradiscono il fatto che i punti si possano guadagnare solo visualizzando i video suggeriti dal feed e non attraverso video cercati specificamente.

APPLE CAR: progetto al capolinea

Se a inizio anno si pensava che l’auto elettrica di Apple, soprannominata Apple Car, sarebbe stata realizzata entro il 2028, ora le notizie vanno decisamente controcorrente: la mela morsicata ha fermato ufficialmente il progetto con una nota interna di fine febbraio.

Project Titan, questo il vero nome del progetto, avrebbe dovuto realizzare un’auto elettrica rivoluzionaria, con guida autonoma, a zero emissioni e totalmente connessa, interfacciata anche con il visore Vision Pro, che potesse competere con Tesla e circolare sulle strade americane nel giro di qualche anno.

L’ambizioso programma, durato 10 anni e costato miliardi di dollari in ricerca, ha portato alla costruzione di diversi prototipi che nel 2023 han percorso 70.000 km. Tuttavia dopo aver subito diversi cambi tra i dirigenti, ed esser stato chiuso e riaperto molte volte nel corso del tempo, ora viene definitivamente abbandonato, forse anche per via delle recenti difficoltà nel mercato delle auto elettriche, in rallentamento negli ultimi mesi.

Sembra che nel 2024 e oltre Apple voglia puntare sull’Intelligenza Artificiale generativa: un settore dall’enorme potenziale e che diventerà una priorità per l’azienda. I fondi per il Project Titan e i 2.000 dipendenti al lavoro sulla vettura verranno spostati nel settore AI. Arricchendo questo secondo team, Apple cercherà di restare al passo con i suoi concorrenti: Google con Gemini, Microsoft con ChatGPT, ma anche Samsung e Amazon.

In effetti sembra che la scelta di Tim Cook, amministratore delegato dell’azienda di Cupertino, sia piaciuta agli investitori: le azioni di Apple sono infatti cresciute dell’8%.

Avremo più notizie su un’eventuale intelligenza artificiale integrata nei prodotti Apple in Giugno o con l’uscita di iOS 18 e dei nuovi iPhone, questo settembre.



AI ACT APPROVATO: la prima legge al mondo sull’intelligenza artificiale è Europea

Il 13 marzo 2024 l’AI Act ha completato i passaggi dell’iter legislativo europeo ed è stato approvato con 523 voti favorevoli (e 95 tra contrari e astenuti). Ne avevamo già parlato qui, quando ne era stato approvato il testo, che a breve verrà tradotto in 24 lingue.
La giornata è storica: gli stati Membri dell’Unione sono i primi al mondo a essersi dotati di una legge in materia di IA.

Si tratta di una legge piuttosto complessa contenente le linee guida che gli sviluppatori di sistemi di intelligenza artificiale dovranno necessariamente seguire per vendere i propri strumenti in Europa (o il cui uso riguardi persone situate nell’Unione).

L’obiettivo del Regolamento è quello di proteggere la sicurezza, i diritti fondamentali, la democrazia, lo Stato di diritto e la sostenibilità ambientale dai sistemi di IA ad alto rischio, promuovendo però al contempo l’innovazione.
Sostanzialmente farà sì che l’essere umano sia al centro dello sviluppo delle IA e mantenga il pieno controllo della tecnologia, rendendo inoltre l’Europa una leader in materia.

Il testo prevede 4 categorie di rischi che le IA potrebbero far sorgere sui diritti dei cittadini e detta obblighi e divieti per proteggerli, come abbiamo visto nel nostro precedente articolo.
Tra le applicazioni di IA che sono state vietate, in quanto minacciano i diritti fondamentali dell’uomo, troviamo i sistemi di categorizzazione biometrica basati su caratteristiche sensibili, l’estrapolazione indiscriminata di immagini facciali da internet o dalle registrazioni di telecamere per creare banche dati di riconoscimento facciale. Saranno fuori legge i sistemi di riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e nelle scuole, o le pratiche di polizia predittiva.

La nuova legge si applicherà a soggetti pubblici e privati, e dà anche agli utilizzatori o acquirenti l’onere di assicurarsi che il prodotto comprato sia conforme alle norme europee.



SETAPP: il primo app store alternativo per iOS

Con l’entrata in vigore del Digital Markets Act (DMA) – il regolamento UE che impone ad Apple di consentire all’interno dell’Unione Europea la creazione di store alternativi al suo App Store – gli sviluppatori potranno pubblicare i propri store di terze parti anche su iOS.

Si tratta di una svolta per l’industria del software.
Il primo nuovo ecosistema di app per iOS sarà Setapp dell’azienda MacPaw di Kiev, disponibile da Aprile 2024.

Questa novità ha entusiasmato gli utenti che potranno disporre di una più ampia selezione di app di qualità e avranno una gran possibilità di scelta vista la maggior offerta di applicazioni.
Gli sviluppatori di app in vendita su Setapp, dal canto loro, raggiungeranno un pubblico più vasto e diversificato e prenderanno una percentuale sui download delle proprie applicazioni.


Pagando un abbonamento mensile (il cui prezzo però non è ancora noto) avranno accesso illimitato ad un catalogo di app suddivise per categorie come strumenti di produttività e business, software di progettazione, utility, strumenti professionali o software creativi e di design.

Ad ogni modo MacPaw ha dovuto rispettare precise regole imposte da Apple per lanciare la sua nuova piattaforma che garantisce applicazioni premium, prive di pubblicità e con aggiornamenti sempre gratuiti.

Setapp non è una assoluta novità: esiste già, infatti, per Mac, sempre ad abbonamento mensile, con 240 app, ma ora approderà anche su dispositivi iOS, non appena avverrà il rilascio di iOS 17.4, la prima versione del sistema operativo di Apple con supporto ai marketplace alternativi.



Per il Giubileo del 2025 i taxi voleranno

UrbanV*, startup nata per progettare e costruire reti di vertiporti su scala globale, procede nel suo progetto di creare proprio a Roma il primo servizio di aerotaxi d’Italia e del mondo.

I velivoli chiamati eVTOL (“electric vertical take-off and landing” ovvero “aerei elettrici a decollo ed atterraggio verticale“) sono ibridi a metà tra un drone e un piccolo elicottero e possono decollare e atterrare verticalmente senza necessitare di una pista.
Nei pressi dell’aeroporto di fiumicino sorge già il primo vertiporto: si tratta di una infrastruttura estesa su 5.500 mq, che sarà dedicata alle operazioni di atterraggio e decollo, parcheggio, hangar, uffici, magazzino e ricarica delle batterie.
Ad ottobre 2022 è stato effettuato proprio lì il primo test: il Volocopter, guidato da un pilota a bordo, è rimasto in volo per cinque minuti a 40 metri di altezza viaggiando alla velocità di 40 km orari, trasportando anche un passeggero ed una valigia.

Carlo Tursi, amministratore delegato di UrbanV riferisce che l’obiettivo è rendere Roma la prima città al mondo con questa nuova forma di mobilità.

Ci aspettiamo dunque una rivoluzione per il piano trasporti: i taxi volanti dovrebbero essere pronti per viaggiare nei cieli della capitale entro la fine del 2024 e la prima tratta servirà per collegare Fiumicino al centro della città.
Dal 2026 Roma avrà una vera e propria rete di veritporti, in quanto ne verranno realizzati 10.

Ma la capitale italiana è solo il primo progetto: la vera sfida sarà integrare questi nuovi velivoli in tutti gli aeroporti e nel traffico già esistente nello spazio aereo. Ciò sarà possibile con la collaborazione con gli enti regolatori, come ENAV (società che gestisce il traffico aereo civile nazionale) e ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) che si occuperanno di regolamentare di questa nuova forma di mobilità.

Gli eVTOL, proponendosi come alternative ai mezzi di trasporto tradizionali, alleggeriranno il traffico nelle grandi città. Collegheranno le maggiori stazioni di transito ai centri, permettendo di raggiungere le principali mete turistiche in modo rapido e sostenibile.
Sono già in programma reti di vertiporti a Venezia, Bologna e sulla Costa Azzurra francese e si spera di espandere questo modello anche nel resto dell’Europa e del mondo.

Sembra un film di fantascienza, eppure è la realtà.
I taxi aerei sono pronti per scardinare la tradizionale idea di mobilità urbana.


*azienda costituita da Aeroporti di Roma, Save (gruppo Aeroporto del Nord Est), Aeroports de la Côte d’Azur e Aeroporto di Bologna.



Neuralink: Elon Musk installa il primo impianto cerebrale nell’uomo

NEURALINK E I SUOI OBIETTIVI

Neuralink – l’azienda di Elon Musk fondata nel 2016 a Freemont (California) che si occupa di ricerca e sviluppo di impianti cerebrali – ha installato il suo primo impianto cerebrale in un essere umano domenica scorsa, il 28 gennaio.

Il suo obiettivo è quello di sviluppare interfacce neurali: sistemi per mettere in comunicazione il cervello con dispositivi esterni, come i computer.

Gli scopi sono ambiziosi e futuristici. Per primo quello di curare disturbi neurologici grazie ad un ponte tra cervello e computer, per consentire ai pazienti con paralisi, SLA o Parkinson di recuperare le proprie funzionalità, tornando a muovere correttamente gli arti, recuperando la vista o attivando apparecchi digitali con la mente.

Il secondo, quasi un sogno, è quello di potenziare il cervello umano in modo che possa, per esempio, accedere in un istante a tutte le informazioni memorizzate su un computer. La tecnologia permetterà dunque un giorno di andare oltre alle capacità di un normale corpo umano, realizzando un’integrazione uomo-macchina.


Negli scorsi anni erano già stati fatti test sugli animali, come maiali e scimmie, e finalmente a maggio 2023 la FDA (Food and Drug Administration), l’agenzia federale americana che autorizza farmaci e trattamenti sanitari innovativi, ha dato il via libera ai test su esseri umani, e così a settembre 2023 si era aperta la ricerca dei volontari.


TELEPATHY: IL PRIMO IMPIANTO SU UN ESSERE UMANO

Come abbiamo detto, il 28 gennaio è stato installato per la prima volta un microchip Neuralink su un essere umano, un volontario tetraplegico di cui non si conosce l’identità.
Il nome commerciale del dispositivo è Telepathy.
Musk ha commentato l’operazione dicendo che il paziente si sta riprendendo con risultati iniziali promettenti ma saranno necessari mesi per collezionare più dati.
Se tutto andrà come previsto, il paziente potrà controllare il cursore di un computer con la propria mente e comunicare con più facilità, per esempio componendo testi.

Il chip è grande come una moneta da cui partono 64 fili sottilissimi e 1024 elettrodi superflessibili.
Per collegare Telepathy ai neuroni del paziente occorre utilizzare un robot chirurgico ad alta precisione (anch’esso sviluppato da Neuralink): solo un macchinario del genere può impiantare fili microscopici usando un ago più sottile di un capello.

Se questo e i futuri esperimenti funzioneranno e si confermeranno sicuri per i pazienti, Neuralink potrà essere autorizzata dalla FDA a commercializzare i propri dispositivi. Il prezzo previsto per un impianto sarà di 40.000 $, mentre il costo di produzione è di circa 10.000 $.
Non si conoscono ancora tuttavia le modalità e i costi per la manutenzione del microchip.


LE ALTRE STARTUP DI NEURO-IMPIANTI

Neuralink non è l’unica azienda che si occupa di impianti cerebrali – negli USA ce ne sono almeno altre otto – ma lei è la più avanzata.
Troviamo per esempio Paradromics, Synchron, Precision Neuroscience e Blackrock Neurotech, che hanno raccolto finanziamenti per centinaia di milioni di dollari grazie a investitori come Bill Gates e Jeff Bezos.
In Europa abbiamo invece l’azienda olandese Onward e Clinatec in Francia.
In effetti sono già in uso alcune tecnologie elettroniche cerebrali sui pazienti epilettici che vengono curati inserendo nel cervello sistemi che mandano segnali elettrici.


Come è stato detto su Twitter (ora X), Elon Musk si riconferma “un pioniere che esplora le frontiere più misteriose e affascinanti: quella dello Spazio e, ora, quella della mente“.
Chissà se un giorno riuscirà a donare alla mente umana una vita quasi eterna, sebbene i nostri corpi non lo siano.



Microsoft cambia le tastiere dei PC, dopo 30 anni

Nel settembre del 1994 Microsoft ha introdotto il tasto con il famoso logo di Windows. Si tratta di quel tasto in basso a sinistra sulle tastiere, al terzultimo slot partendo da sinistra dell’ultima riga, tra Fn e l’Alt, con il simbolo dei quattro quadratini. Probabilmente non è un tasto che si usa così spesso, tuttavia si trova lì da quasi 30 anni, da quando apparì sulla Naturak Keyboard che vendette oltre 100.000 unità in pochi mesi.
Il tasto windows, se premuto, permette di interagire appunto con Windows, facendo apparire il menu da cui aprire programmi o spegnere il PC.


Oggi Microsoft sta per introdurre un nuovo tasto, quello per lanciare il chatbot Copilot* e attivare funzioni di intelligenza artificiale. Avrà l’aspetto di un anello aperto e si troverà a destra della barra spaziatrice e sarà una parte fondamentale del PC perchè sarà il punto di ingresso nel mondo dell’IA sui computer.
Per utilizzare questo pulsante gli utenti dovranno accedere al proprio account Microsoft.
Una volta invocato Copilot si potranno fare domande, trovare informazioni e suggerimenti, eseguire azioni sul sistma operativo, disporre di un assistente personale.

Le prime tastiere e dispositivi con questa nuova configurazione arriveranno in primavera, non solo a marchio Microsoft ma anche di altri produttori.



UN ASSISTENTE DIGITALE

Il nuovo bottone fa parte di una più ampia operazione di rivoluzione dei PC: Microsoft ha l’obiettivo di integrare del tutto l’intelligenza artificiale nei laptop, dal sistema all’hardware. Sembra che il 2024 sarà l’anno dei computer AI, grazie ai quali l’esperienza di elaborazione delle persone non sarà solo più semplice ma addirittura amplificata.

Come abbiamo visto anche in precedenza (qui*), Copilot cambierà il modo di lavorare: si potranno fare traduzioni in tempo reale, agire sull’audio/video, automatizzare attività ripetitive…
In Word l’assistente di Microsoft può offrire bozze di testo da dover solo modificare, risparmiando ore di scrittura e ricerca. In Power Point creerà presentazioni partendo da una semplice richiesta o basandosi su documenti esistenti.
In Excel potrà creare grafici. I Outlook smisterà la posta. In Teams potrà riassumere i punti chiave delle riunioni, trascrivere chi ha detto cosa, capire chi era o non era d’accordo su un tema.

Al momento Copilot è già interato nel browser Edge, nella ricerca Bing e nel S.O. Windows 11, ma è in arrivo anche su Paint e ClipChamp.

Copilot si basa su GPT-4 e su Dall-E 3 di OpenAI, startup finanziata da Microsoft. Oggi il business dell’intelligenza artificiale generativa vale quasi 4 trilioni e mezzo di dollari l’anno, e Microsoft non vuole restare indietro.


Noi ci abitueremo senz’altro a questo nuovo tasto che, lanciando l’intelligenza artificiale, promette di cambiare la vita degli utenti. Per il momento il cambiamento avverrà sulle tastiere, arrivando poi a cambiare totalmente i PC stessi per come li conosciamo.